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L’unione fa la forza: è nata Cia Romagna

Mazzoni Falcioni Sacanavino Misirocchi seduto notaio

14/12/2017 - È ufficiale: Cia Romagna c’è. È stato firmato nel pomeriggio di oggi l’atto costitutivo che suggella la fusione fra le Cia delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna. 

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Nasce Anp-Cia Romagna: la riminese Pedini vicepresidente

signani pedini11/01/2018 - L'Assemblea dell'Associazione Nazionale Pensionati (Anp) di Cia Romagna ha eletto ieri a Campiano (Ra) i propri vertici: il ravennate Wiliam Signani è il presidente e la riminese Oretta Pedini è la vicepresidente.

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olive20/10/2017 - Con una superficie utilizzata di oltre 1.600 ettari, una produzione di 26 mila quintali e produzione lorda vendibile di quasi 3 milioni di euro (pari a più del 4% della Plv totale), l’olivo è per la provincia di Rimini una delle colture legnose più importanti.

Lo scorso anno, secondo i dati del Rapporto economico della Camera di commercio della Romagna, la resa media era stata di 16,5 quintali per ettaro. Quest’anno una stagione particolarmente calda e siccitosa ha fatto sviluppare olive di piccola pezzatura, che hanno ripreso un po’ di turgore solo con le piogge di settembre. “Ogni anno la resa è diversa”, specifica Gian Luca Meluzzi, olivicoltore con 600 piante sulle colline di Verucchio e consigliere dell’Associazione regionale tra produttori olivicoli Emilia Romagna.

“L’annata è stata positiva per il contrasto alla mosca olearia – spiega -, le temperature alte e il clima asciutto ne hanno impedito la propagazione. Ma è stata deleteria per il terreno. Dove la terra è più asciutta le olive sono rimaste piccole e la pianta le lascia cadere. Il calore ha poi spinto una maturazione anticipata e occorre dare tempo perché la pianta differenzi l’olio. Le ultime piogge hanno fortunatamente un po’ reintegrato la polpa e gli ulivi carichi ora si presentano bene”.

I frantoi – una ventina nel riminese - hanno aperto a metà ottobre e Arpo ha raccomandato di raccogliere le olive leggermente in anticipo. “È bene non andare a eccessiva maturazione, sia per non perdere importanti proprietà antiossidanti, sia per prevenire eventuali attacchi della mosca a fine stagione. L’olio risulta così più profumato, fine, equilibrato. Ci aspettiamo un’ottima qualità”. La produzione dovrebbe attestarsi sulla media degli anni passati come peso. “Gli ulivi nei terreni più esposti al mare hanno risentito maggiormente del freddo nello scorso inverno, nelle colline più protette le piante hanno resistito meglio”.

Arpo promuove proprio dal raccolto 2017 la possibilità di conferire le olive di produzione aziendale per concentrare l’offerta della produzione olivicola dei propri associati, migliorare la qualità, aumentare il valore delle olive con il coinvolgimento di tutta la filiera (produttori, frantoi e imprese commerciali), dare maggiore visibilità alla produzione regionale e soprattutto utilizzare a pieno le risorse messe a disposizione dalla Comunità europea.

“È importante conferire almeno in parte le proprie olive (io come produttore penso di riuscire a conferire 500-1.000 kg) – sottolinea Meluzzi -. Il costo della molitura nei frantoi che aderiscono al progetto non è a carico dell’olivicoltore e il conferimento sarà liquidato in funzione della resa”.

Da Agrimpresa Novembre 2017

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